
Lago di Vico, 3,5 milioni per la salvaguardia del bacino
Il Lago di Vico entra in una nuova fase del percorso di tutela ambientale. Dopo anni di studi e analisi condotti dall’Ente Monti Cimini, anche attraverso la collaborazione con l’Università della Tuscia, è stato presentato a Viterbo un articolato piano di interventi destinato a contrastare i fenomeni di degrado che interessano il bacino.
Il progetto potrà contare complessivamente su 3,5 milioni di euro di fondi pubblici, con tre milioni stanziati dal Governo e 500mila euro dalla Regione Lazio. Le risorse saranno destinate all’Ente Parco, individuato come soggetto attuatore degli interventi.
Alla conferenza hanno preso parte Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi alla scarsità idrica, Alessandro Pontuale, presidente dell’Ente Monti Cimini, Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale del Lazio, Giulio Zelli, presidente della Commissione Ambiente e Agricoltura della Regione Lazio, Eugenio Monaco, direttore dell’Ente Monti Cimini, e Giuseppe Puddu, responsabile del settore Naturalistico forestale dell’Ente.
La necessità di intervenire è legata soprattutto ai fenomeni di erosione e al trasporto nel lago di sedimenti e nutrienti provenienti dal territorio circostante. A questi si aggiunge il lento ricambio delle acque, stimato in circa vent’anni, che favorisce fenomeni di eutrofizzazione e la proliferazione occasionale di cianobatteri.
Il piano prevede cinque interventi strategici: la prevenzione dell’interramento del lago, lo studio del bilancio idrico del bacino, la realizzazione di tre nuove vasche di sedimentazione e fitodepurazione, l’ammodernamento dell’“Abboccatore”, emissario del lago, e l’installazione di nuove paratie elettromeccaniche con un sistema di controllo da remoto per il monitoraggio costante delle portate.
L’obiettivo non riguarda soltanto lo specchio d’acqua, ma l’intero sistema che lo alimenta. Il programma punta infatti a ridurre l’erosione alla fonte, limitare l’apporto di nutrienti, migliorare la gestione della risorsa idrica e favorire il progressivo recupero della qualità delle acque e della biodiversità.
Il piano si inserisce nel percorso avviato anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato n. 3945/2024, che ha richiesto l’adozione di misure urgenti per contrastare la compromissione dell’habitat e favorirne il ripristino.
“Non si tratta semplicemente di intervenire sul lago, ma sull’intero sistema che lo alimenta”, hanno sottolineato Alessandro Pontuale ed Eugenio Monaco, evidenziando la necessità di coinvolgere associazioni, agricoltori e comunità locali in un progetto di lungo periodo.
Nel corso dell’incontro, Fabio Ciciliano ha richiamato l’importanza del lago dal punto di vista ambientale e paesaggistico, sottolineando come erosione, sedimenti e nutrienti rappresentino una delle principali criticità del bacino. Mauro Rotelli ha invece indicato come obiettivo il passaggio dalla fase di contenimento a quella, più ambiziosa, dell’inversione del processo di degrado.
Al termine della conferenza, Ciciliano, Rotelli, Sabatini e Zelli hanno visitato l’area protetta e la sede dell’Ente Monti Cimini, accompagnati dal presidente Pontuale e dal direttore Monaco.
La sfida è ora quella di trasformare gli studi e le risorse disponibili in interventi concreti, con l’obiettivo di restituire al Lago di Vico condizioni ambientali più sicure e sostenibili e preservare, insieme al suo patrimonio naturale, anche l’identità e le produzioni agricole della Tuscia.





